Cosa è un tuk tuk e cosa è un songthaew

Cosa è un TUK TUK e cosa è un SONGTHAEW

Cosa è un TUK TUK e cosa è un SONGTHAEW? Bella domanda. Scommetto che quando tornerete sarete voi stessi ad essere dei maestri nello spiegare cosa sono questi due mezzi di trasporto.

Ma andiamo con ordine. Per capire cosa è un TUK TUK e cosa è un SONGTHAEW vi spiegherò nello specifico mezzo per mezzo.

I SONGTHAEW

I Songthaew (detti anche RED BUS) sono dei PICK UP di colore rosso che si trovano nella città di Chiang Mai (esatto, li troveremo solamente qui, se non hai intenzione di visitarla salta pure questa parte).

Essi sostituiscono quelli che potrebbero essere i normali bus urbani: il loro cassone posteriore, aperto ai lati e sul retro, è stato reinventato per trasportare persone, con due semplici panche sui lati.

Come funziona.

A Chiang Mai i Songthaew non hanno delle fermate se non per far scendere i passeggeri nel luogo concordato. Dovrete essere voi a fermarlo mentre è in corsa. Una volta accostato, discutete con il conducente destinazione e prezzo e salite, sarà lui stesso a dirvi quando siete arrivati.

La particolarità è che, durante il tragitto, potrà fare lo stesso con altre persone, trovandosi quindi a condividere il viaggio (ma non il costo). Non è detto che, qualora siate saliti per primi, la vostra destinazione sia la prima che raggiungerà anzi, se scomoda potrebbe tranquillamente portare tutti gli altri prima di voi.

Oltre a questa funzione c’è un interessante modo di utilizzare i Songthaew che pochi conoscono.

Chiang Mai è una fantastica città che fa anche da comodissimo appoggio per visitare altre zone lì vicino, come il Doi Inthanon National Park, Chiang Rai, ecc. ecc.

Bene. Se non volete prendere parte di uno dei tanti tour organizzati in loco dalle tante agenzie, fate come ho fatto io: fiondatevi in strada, fermate un Songthaew e ditegli dove volete andare (è consigliabile farlo la sera prima per il giorno seguente). Così facendo l’autista vi proporrà un costo da sostenere per il giro che volete fare, concorderete l’orario ed avrete assoluta libertà di movimento. Ovviamente fermatene più di uno per trovare il prezzo migliore. Io ad esempio sono andato al Doi Inthanon National Park e ne vale sicuramente la pena. Leggete il mio articolo a riguardo per capire ancora meglio come organizzare una giornata da quelle parti.

Se non sapete quali sono i costi e se volete un aggancio ancor prima di partire, scrivetemi, vi saprò consigliare in base alle destinazioni che volete raggiungere.

I TUK TUK.

Dire che i Tuk Tuk siano l’anima di questo paese è dire poco. Ricordo ancora la prima volta che ne ho preso uno: l’insicurezza, i dubbi se veramente mi avesse portato a destinazione, l’affidabilità. Beh, tutto spazzato via in 2 secondi.

I Tuk Tuk sono dei tricicli o quadricicli (a grandezza d’ape per capirci), con capienza 2 / 3 persone, che si trovano in tutta la Thailandia. Il loro retro è adibito appunto al trasporto, inutile dire che sono aperti ai lati, dietro e davanti. Solo la vostra testa sarà al riparo in caso di pioggia. La loro dimensione li rende agili e rapidi in mezzo al traffico e, nonostante gli autisti siano spesso spericolati, anche molto sicuri. Inoltre i costi sono decisamente inferiori a quelli dei taxi.

Anche in questo caso i TUK TUK li vedrete sempre in movimento per le vie della città, quindi cercate di fermarli con un gesto e concordate con il conducente destinazione e prezzo prima di partire.

Consiglio: TRATTATE SINO ALL’OSSO. Come molto spesso accade nei paesi poveri, questi personaggi cercano di fregare il turista sparando prezzi alti rispetto al mercato del luogo e, seppur per noi occidentali i prezzi che dicono posso sembrare bassi, quelli veri sono molto spesso la metà.

Se vi trovate in una zona commerciale, fate due passi ed allontanatevi. Poco fuori anche i prezzi saranno decisamente inferiori.

Come avrete potuto capire abbiamo parlato di due mezzi di trasporto tipici delle Thailandia. Consiglio quindi caldamente di spostarvi con questi , in modo da sentire il vero spirito di questa nazione.

Nicolo Sorsoli

Una passione: quella dei viaggi zaino in spalla. Uno dei cosiddetti backpackers, sempre alla ricerca di nuove mete e nuove storie da raccontare, con la speranza di poter trasmettere ciò che vivo a tutte le persone che leggeranno quanto scrivo.

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